I bambini obesi

grafico dei bambini e adolescenti obesi

In questo grafico possiamo notare che nelle varie fasce di età negli adolescenti e nei bambini cambia la percentuale dei ragazzi in sovrappeso, supera il 30% dai 6 ai 9 anni sia che i maschi che per le femmine;questa come si può notare è la fascia più critica, quella in cui i genitori dovrebbero stare molto attenti all’alimentazione dei propri figli nella fascia di età compresa fra i 10 ai 13 i maschi continuano a superare il 30% mentre c’è un notevole calo per le adolescenti. Nell’ultima fascia che comprende l’età fra i 14 e i 17 sia per i maschi che per le femmine la percentuale per i ragazzi in sovrappeso è decisamente diminuita.

I risultati di un indagine condotta sugli alunni delle I medie toscane

Stili di vita, 1 ragazzo su 3 a rischio sovrappeso o obesità

La ricetta per prevenire il fenomeno: almeno 5 ore di attività fisica a settimana

ObesitàAlmeno 5 ore di sport alla settimana per scongiurare il rischio obesità in età adulta, rischio che in Toscana riguarderebbe 1 ragazzo su 3 in età compresa tra gli 11 e i 13 anni. Un quadro abbastanza preoccupante quello che emerge dalla ricerca condotta su quasi 3000 alunni delle I medie toscane dalla Direzione regionale del Ministero della pubblica istruzione insieme all’Università degli Studi di Firenze per la Regione. Lo studio (che verrà presentato domani nel corso di un convegno che si terrà all’Educandato SS. Annunziata, in via del Poggio Imperiale) ha analizzato le abitudini alimentari, la condizione fisica e le capacità motorie, la pratica spontanea e organizzata di attività sportive, le ore mediamente dedicate allo studio, alla TV, al computer. Insomma un’osservazione a tutto campo sugli stili di vita dei nostri ragazzi per individuare il ruolo che soprattutto scuola, ma anche famiglia e comunità in generale, possono giocare per promuovere tra i più giovani la cultura della prevenzione.
«Questa ricerca – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali e allo sport Gianni Salvadori – è il risultato del progetto ‘Pegaso a scuola’, un progetto che nell’arco di circa 6 anni ha coinvolto più di centomila giovani, soprattutto delle scuole elementari e medie. Lo scenario che ne è venuto fuori non è confortante ma vorrei ricordare che è proprio grazie a queste iniziative che siamo riusciti a fare passi avanti rilevanti nella realizzazione di strategie e proposte tese a migliorare il benessere dei giovani e della popolazione toscana in generale».
«L’obiettivo dell’indagine – ha spiegato Fabrizio Balducci, uno dei curatori dello studio insieme a Marco Petranelli – è di individuare le problematiche e le necessità della scuola affinché sia possibile intervenire nella prevenzione del fenomeno. Dopo questa indagine appare chiaro che per la creazione di una cultura motoria e fisica che possa portare ad una corretta cultura di movimento e sport, sia necessaria nella scuola primaria una presenza sistematica di docenti qualificati di educazione motoria».
Il campione preso in considerazione dalla ricerca è composto da 2845 studenti che hanno frequentato la I media nell’anno scolastico 2005-2006: 1466 femmine e 1379 maschi, il 15% circa degli studenti compresi tra gli 11 e i 13 anni (anche se la stragrande maggioranza del campione appartiene alla fascia 11-12 anni). I dati sono stati raccolti attraverso un questionario, che ha indagato il profilo alimentare, quello familiare e le abitudini motorie e sportive di ciascun ragazzo, ed una scheda dove sono stati riportati i risultati di tre test motori standard, quelli solitamente utilizzati per misurare flessibilità-mobilità articolare, agilità-coordinazione e resistenza.
Veniamo ai risultati. Per quanto riguarda lo stato nutrizionale (misurato in base all’Indice di Massa Corporea), il 68,9% dei ragazzi è risultato normopeso, il 23,8% a rischio sovrappeso ed il 7,2% a rischio obesità. Dati abbastanza in linea con quelli ottenuti da ricerche analoghe. I maschi però presentano una situazione peggiore: il 27,5% e l’8,2% sono rispettivamente a rischio sovrappeso e obesità (contro il 20,4% e il 6,5% delle femmine). Circa il 20% dei ragazzi ha evidenziato una condizione fisica insufficiente non riuscendo a superare la soglia minima accettabile in due o più delle prove motorie a cui si sono sottoposti. In particolare il 19% dei maschi e quasi il 23% delle femmine non hanno superato il livello minimo nella prova di resistenza, quella che più degli altri associa una buona condizione fisica ad un buono stato di salute. Dall’analisi delle abitudini quotidiane è arrivata la conferma che il rischio sovrappeso e obesità è strettamente connesso ad uno stile di vita sedentario, qualora le ore dedicate alle attività motorie siano ridotte e prevalgano invece quelle trascorse a guardare la tv e a giocare con il computer. I valori medi registrati dall’indagine hanno ricostruito la giornata tipo (non festiva) di uno studente di I media: 8,5 ore di sonno, 6 ore di scuola (compreso il trasferimento), 2,5 ore di studio pomeridiano, 2,5 ore di gioco, sport o ricreazione, 3 ore davanti al computer e alla tv.
Carne, pane, pasta, salumi e insaccati e frutta sono gli alimenti più graditi dai ragazzi che li consumano quasi tutti i giorni. Verdura, legumi, riso, pesce, formaggio sono invece assunti 2-3 giorni la settimana, risultando quindi i cibi meno amati. L’analisi ha confermato anche il collegamento positivo tra il regolare consumo giornaliero della prima colazione (63% dei ragazzi e 69% delle ragazze) ed il corretto Indice di Massa Corporea. Un altro risultato confermato dall’indagine è che la prima causa del sovrappeso non è l’assunzione di maggiori quantità di calorie ma piuttosto la mancanza di movimento. Non sono tanto le attività motorie o sportive organizzate a mancare quanto piuttosto quelle spontanee, quelle praticate nel tempo libero. Il risultato è che soltanto circa 2 giovani su 10 va a camminare, a ballare, in bicicletta ecc. con una certa frequenza e che lo stesso numero non ci va mai o quasi mai. Le attività sportive organizzate sono invece molto praticate: 8 ragazzi su 10; poi per vari motivi (studio, divergenze con i genitori, costi, incomprensioni con allenatori e compagni, infortuni, noia) arriva l’abbandono per ricominciare successivamente in altri contesti e con altre modalità. 2 ragazzi su 10 praticano una seconda disciplina e un esiguo gruppetto anche una terza. Per quanto riguarda gli sport, i maschi preferiscono il calcio (6 ragazzi su 10) seguito da nuoto, basket, karate e tennis. Le ragazze scelgono nuoto, danza, pallavolo e ginnastica. Infine, per quanto riguarda l’influenza della famiglia, i risultati della ricerca hanno confermato che esistono maggiori probabilità per i figli di essere soprappeso, qualora uno o entrambi i genitori lo siano già, e l’esistenza di una correlazione negativa tra stato nutrizionale e titolo di studio dei genitori stessi.

fonte: http://www.primapagina.regione.toscana.it

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