Pubblicato da: daniela | marzo 28, 2008

bambini attenti!!!

dalla Stampa notizia superfresca:

ANDREA ROSSI
Negli ultimi trent’anni è come se qualcuno li avesse gonfiati. Dilatati. Il loro peso è aumentato, e così la loro circonferenza: cinque centimetri per le bambine, sei per i bambini, stando ai calcoli dell’Istituto di Medicina dello sport, che da 28 anni monitora tutti i bambini torinesi di 10 anni.Il paradosso è evidente, e non c’è nessuno che lo metta in discussione: mentre i settantenni di oggi – i nonni cresciuti in tempo di guerre e privazioni – inseguono il secolo di vita miracolati dalle conquiste della medicina, i loro nipoti rischiano di essere la prima generazione che potrebbe vivere meno di chi li ha preceduti. O forse potrebbe campare anche più a lungo, costretta però a dibattersi tra cure e terapie.

La chiamano Generazione Mc Donald’s, quella che cresce a merendine e fritture. E, secondo le statistiche raccolte da vari istituti – tra cui l’Hbsc di Torino – a fronte di abbuffate di fritti e dolciumi si tiene alla larga da frutta e verdura, predilige bibite gasate e, spesso, s’accascia sul divano per buona parte della giornata. È un condensato di cattive abitudini, la vita dei piccoli torinesi, al punto che più del 12 per cento dei bambini di 11 anni è già sottoposto a un qualche tipo di dieta, uno su tre ha problemi di sovrappeso e una parte non trascurabile annaspa nell’obesità. Senza contare che l’attività fisica fra gli adolescenti è quasi ai minimi storici, mentre i cibi che i nutrizionisti considerano puro veleno la fanno da padrona: bibite gasate (uno su tre ne beve almeno una al giorno), dolci (il 50 per cento ne mangia tutti i giorni).

Il prezzo da pagare per il quadretto che emerge sembra salato: una precocità che pochi avrebbero immaginato fino a qualche anno fa. E significa disturbi di natura cardiovascolare, diabete e guai a non finire. «Non è un’ipotesi. È una certezza – sbotta Piero Astegiano, vice direttore dell’Istituto di Medicina dello sport -. I bambini di oggi saranno adulti con più probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari o metaboliche. L’obesità in fase di sviluppo nel 99 per cento dei casi non migliora. Semmai si radicalizza. Non a caso il diabete è in crescita esponenziale».

Si cammina dritti verso una società più longeva ma più malata, e le cause non sembrano risiedere soltanto in dolci e fritti. «I cibi precotti, quelli confezionati e trattati con conservanti creano un’alimentazione fondata su componenti nutritivi che non sono freschi, ma devono essere richiamati». Il cruccio del dottor Astegiano è che «manca completamente un intervento coordinato e integrato su questo versante: non mancano le iniziative, ma sono sporadiche, non organizzate in politiche d’intervento».

I costi per curare questa generazione che cresce mettendo su peso saranno enormi. Lo sono già. Non è un caso se già adesso gli ospedali lavorano a pieno regime per contrastare l’obesità. Per una visita c’è da aspettare qualche mese. Conferma Enrica Battisti, nutrizionista al Regina Margherita: «Abbiamo quattro ambulatori che lavorano quattro giorni a settimana sul fronte nutrizionale, più altri che si occupano di auxologia ed endocrinologia. Ebbene, i tempi d’attesa viaggiano sui tre, quattro mesi. E c’è di più: per cercare di arginare l’aggravarsi del fenomeno non basterebbe occuparsi dei bambini». Ci sarebbe da catechizzare i genitori.

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