Posted by: daniela | Marzo 5, 2008

Nuovo millennio…. troppa televisione!!

I bambini stanno troppo davanti alla televisione, in media circa 6 ore al giorno contro i 2 che consigliano i pediatri. E’ l’ora di prendere delle misure…

In questa direzione va uno studio appena pubblicato dagli Archives of Pediatric and Adolescent Medicine secondo il quale ridurre il tempo trascorso davanti a tv e computer riduce indice di massa corporea (BMI) ma anche assunzione calorica e comportamento sedentario. E per farlo anche la tecnologia può essere d’aiuto. sembra esserci quindi una relazione fra videodipendenza e obesità!!!!

Due gli aspetti fondamentali: la mancata attività fisica, da una parte, e gli effetti sulla dieta. Cibo e bevande sono pubblicizzate nella programmazione per bambini e di conseguenza si ha un aumento spropositato dell’intake calorico giornaliero. Il che accade sia perché i bambini mangiano guardando la tv, sia per un più generico effetto del marketing alimentare. Colpa delle industrie, perciò, che dovrebbero essere protagoniste di una politica anti-obesità infantile.

Che ruolo ha la tecnologia può dare a supporto delle strategie anti-obesità?Il ricorso a un dispositivo elettronico e a incentivi simili ha, infatti, portato a riduzioni significative nel tempo trascorso al video e nel BMI. Questo dispositivo in particolare, TV Allowance device, sostanzialmente un timer, consente ai genitori di fissare il tetto di ore trascorse allo schermo ma con il contributo dei bambini che decidono come utilizzarle. Una modalità che potrebbe ridurre i conflitti tra genitori e figli. Una strategia che si aggiunge alle molte già proposte e mirate a ridimensionare l’uso della tv. Il limite fissato dall’Academy of Pediatrics non dovrebbe superare le due ore quotidiane per i bimbi con più di due anni. ma queste raccomandazioni per il momento sono ben lungi dal divenire realtà.

Qualche anno fa in Danimarca, per cercare di arginare almeno in parte il problema dell’obesità si sono inventati un nuovo modo di andare a scuola; ma pensandoci bene, forse non è un nuovo mezzo di trasporto, anzi è sicuramente il più antico ed il più ecologico: i piedi. L’iniziativa comporta l’andare a scuola a piedi come se si fosse su un normale mezzo di trasporto pubblico con fermate, percorsi, autista e perfino controllore ed ovviamente il prezzo del biglietto è solo un po’ di movimento. L’autista e il controllore sono due persone adulte, che accompagnano i bambini, uno in cima alla fila ed uno in fondo, e seguono un percorso preciso ad orari precisi. In questo modo qualunque bambino si può unire a questo meraviglioso mezzo ti trasporto, naturalmente indossando il giubbottino rifrangente. Tale iniziativa spopolato in Danimarca, e subito dopo è stato esportato nei paesi del nord, ed addirittura negli stati uniti d’America.

In Italia inizierà domani 5 marzo la prima corsa, grazie al progetto Piedibus che è stato organizzato da una collaborazione fra Provincia, Comune di Biella e Cea (Centro di educazione ambientale) provinciale, e l’hanno svolta i bambini della scuola elementare Gromo Cridis di Biella. Sicuramente questa iniziativa oltre che portare un beneficio diretto sulla salute fisica dei bambini, porta dietro con se anche altri risvolti, come il riscoprire il piacere di camminare, lo stare insieme in modo diverso, il poter parlare fra loro, senza tenere la testa bassa verso le modernissime tecnologie elettroniche.

I pediatri affermano che mezz’ora di camminata al giorno mantiene il giusto equilibrio salutare e aiuta nella prevenzione di molte malattie.

Visti i prezzi del petrolio, sarà questa la nuova modernissima forma di locomozione?

Posted by: daniela | Marzo 2, 2008

Si può sempre dimagrire?

ma quale medicina?

ma quali pasticche?

Basta veramente la buona volontà….Leggere la storia vera di una ragazza statunitense di appena 27 anni che è riusita a perdere la BELLEZZA DI 81kg in 2 anni….. diventando insegnante di fitness…

é passata da così:

a così:

Leggete la sua storia

Finalmente una mostra che parla di quest’argomento!!!

Una mostra che aprirà le “danze” per il giorno della festa della donna, sabato 8 marzo…

Organizzata dal Centro ABA di Ancora e dagli Artisti del portale “Il faro verde”.

La mostra avrà luogo a Camerata Picena in provincia di Ancona. Credo che sia molto interessante e chi può ci faccia una scappata….

Per maggior informazioni:

Link alla guida

www.anoressiabulemia.it

Posted by: daniela | Febbraio 27, 2008

Homo Sapiens Obesus

Fin da quando l’uomo ha messo il primo piede sulla terra, il suo primo pensiero lo ha sempre rivolto alla lotta disperata per la ricerca del cibo, ogni momento della giornata era rivolto sempre al pensiero di dover combattere per poter sopravvivere. Negli ultimi secoli però grazie al progresso della tecnica e della scienza i bisogni primari per esso si sono via via evoluti, ed il target è cambiato, non si mangia più per necessità, o almeno solo per quello. Questo cambiamento ha portato l’uomo a vivere una vita più passiva per il proprio corpo, e con esso sono iniziati i problemi di obesità. Il sovrappeso e l’obesità aumentano la possibilità di andare incontro a malattie croniche come il diabete ed a malattie csrdiovascolari; l’obesità è causa di circa 52 mila decessi l’anno, e solo il fumo riesce a farne di più. I paesi occidentali iniziano a considerare il problema obesità come un epidemia, un epidemia sempre in maggiore crescita basti pensare che in Italia un maschio su due è in sovrappeso, una donna ed un bambino su tre. Cifre allarmanti, che richiedono movimenti e sforzi coordinati per cercare di arginare il problema e del quale Donato Greco, responsabile del Dipartimento prevenzione del Ministero della Salute dice “un’emergenza non solo etica e di salute ma anche economica, perché si mette a rischio la stessa sostenibilità del sistema sanitario. Per questo si deve parlare di un’emergenza vera”.
Essendo una vera e propria epidemia, il Ministero della Salute, ha attuato dei programmi che cercano di prevenirla con due impegni, il Programma Guadagnare Salute che prevede una serie di interventi multisettoriali coinvolgendo vari settori, dalle associazioni professionali ai produttori di alimenti, ed il secondo il Piano Nazionale della Prevenzione 2005 - 2007 che mette in primo piano il problema obesità; si ha quindi la necessità di programmare azioni a lungo termine per cercare di arginare l’epidemia, e guadagnarci in salute.
In Italia, la regione con i numeri percentuali di sovrappeso più alti è la Sicilia, infatti nell’isola il 23% degli uomini e il 34% delle donne è obeso contro una media del 18% degli uomini e il 22% delle donne a livello nazionale.

In Inghilterra nasce così il concetto di prevenzione, riconosciuto e richiesto dal Servizio Sanitario Nazionale, infatti il primo ministro Gordon Brown ha pensato ad un contratto tra Servizio Sanitario nazionale ed i cittadini, che mette nero su bianco alcune regole che devono essere rispettate per poter avere accesso gratuito alle cure:
i cittadini devono essere i primi ad avere un comportamento preventivo per salvaguardare la propria salute.
Brown ha quindi lanciato questa nuova sfida “Dobbiamo organizzare un servizio che sia tanto valido nella prevenzione e nel tenerci sani quanto lo è nel prestare le cure quando ne abbiamo bisogno [...] I cittadini dovranno avere un maggiore controllo della loro salute e la possibilità di scelta”.
Ci sono già casi in Inghilterra dove l’ospedale del North Staffordshire prima di eseguirti un operazione di routine vuole la dimostrazione che sono almeno tre mesi che non fumi, oppure che un ospedale rifiuti interventi costosissimi alle articolazioni in soggetti obesi.
Questo progetto solleverà problemi etici e comportamentali, si apre per così dire la porta a strade dalle quali risulta difficile capire se il malato in oggetto abbia cercato o meno di seguire uno stile sano, senza pensare alle malattie che ancora non sono riconosciute come tali, come si muoverà in questo caso il servizio Sanitario nazionale?

Posted by: daniela | Febbraio 26, 2008

Contro i siti PRO-ANOREXIA

Da un po’ di tempo i siti “pro-anoressia”, in Italia poco numerosi, negli States stanno crescendo esponenzialmente negli ultimi 3 anni.
Si tratta di siti che inneggiano al ben noto disturbo alimentare, insegnando alle pazienti come boicottare le strategie degli specialisti (psicologi e dietologi in primis) a come mentire meglio ai propri cari, e a come affrontare i sintomi da digiuno.
In questi siti sono presenti articoli con diete per sostenere un peso enormemente al di sotto di quello salutare, come pure un elenco aggiornato di farmaci per mantenere i “risultati” del digiuno e contrastare il desiderio di mangiare..

Ma dico….. stiamo scherzando?

vi prego di lasciare i vostri commenti sul blog….mi piacerebbe poter parlare di questa cosa

Posted by: daniela | Febbraio 25, 2008

Reprimere i siti Pro-Anorexia?

Sabato 24 febbraio sul sito della BBC News è uscito un articolo che parla dei problemi che lega il mondo del social networking con quello dei disturbi alimentari.

Viene spiegato che purtroppo le piattaforme libere come MySpace e Facebook siano utilizzate da persone comuni per pubblicizzare positivamente l’anorerssia.

Uno dei medici dei più grandi ospedali del mondo sui distrbi alimentari il Dott. Ty Glover ha affermato che ci deve essere più responsabilità, per questo nonostante sia difficile “scovare” i siti pro-anorexia che si nascondono tra quelli di sostegno, un portavoce di MySpace ha detto che stanno lavorando con organizzazioni del settore per cercare di arginare il fenomeno. La censura spiegano non è la giusta direzione, ma bisogna invece cercare un dialogo per portare aiuto anche a questi gruppi, che si definiscono a favore dei disturbi alimentari e che non lo considerano come tale.

I numeri delle persone che soffrono di questo disturbo, parlano chiaro: solo in Inghilterra ne soffre circa 1,1 milioni di persone (più di una Torino e poco meno di una Milano) e che per lo più a soffrirne sono donne, e cosa ancora più allarmante è che la cifra potrebbe essere molto maggiore, a causa dei molteplici casi non diagnosticati.

La ricerca ha dimostrato che le donne che venivano a contatto con questi “spazi personali” a favore dell’anoressia, assumevano un’atteggiamento negativo, diminuivano la loro stima, si percepivano più pesanti ed erano più propensi a confrontare i loro corpi con quelli delle altre donne.

Link all’articolo della BBC

Una considerazine: il web è uno strumento che può aiutare il genere umano a migliorare, a crescere sia da un puno di vista scientifico sia da un punto di vista sociale, potrebbe essere paragonato all’invenzione della stampa moderna, solo molto più potente.

Peccato che a volte lo utilizziamo in modo controproducente.

Posted by: daniela | Febbraio 23, 2008

Ko per il cibo salato.

Ancora una volta, è stato dichiarato che il cibo salato non fa bene alla salute soprattutto per i bambini e potrebbe essere addirittura la causa principale della obesità infantile. A sostenerlo e’ stato un gruppo di ricercatori della University of London in uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension.I ricercatori hanno scoperto che i bambini che mangiano cibi particolarmente salati sono anche quelli che bevono piu’ bibite zuccherate e ipercaloriche: secondo loro basterebbe che i bimbi riducessero la quantità di sale di circa 6 grammi al giorno per eliminare una gran quantità di calorie inutili.I ricercatori inglesi hanno analizzato i dati raccolti nel 1997 dal National Diet and Nutrition Survey che rigurdavano circa 1.600 bambini di eta’ compresa dai 4 ai 18 anni.

E ‘ necessario quindi stimolare i genitori a mettere meno sale nei cibi dei loro figli; non è un sacrificio esagerato in quanto un pò di sale in meno non altera certo il sapore dei cibi.

www.salute.agi.it

Posted by: daniela | Febbraio 20, 2008

CIBO: arma di distruzione di massa

In America questi sono i cibi che vanno per la maggiore….

Non sarà il caso di fare una revisione di frigoriferi, cucine ristoranti….

I cibi più ingrassanti d’America
  I cibi più ingrassanti d'America I cibi più ingrassanti d'America I cibi più ingrassanti d'America I cibi più ingrassanti d'America I cibi più ingrassanti d'America I cibi più ingrassanti d'America I cibi più ingrassanti d'America

Dalla Rivista Men’s Health sono stati pubblicati i 20 cibi più ingrassanti d’america

Tra questi abbiamo:
Worst Breakfast
Bob Evans Caramel Banana Pecan Cream Stacked and Stuffed Hotcakes

Worst “Healthy” Burger
Ruby Tuesday Bella Turkey Burger

Worst Food in America
Outback Steakhouse Aussie Cheese Fries with Ranch Dressing

Posted by: daniela | Febbraio 20, 2008

LONDRA: la città che ci farà dimagrire

Da un recentissimo studio pubblicato proprio stamani dal quotidiano “La repubblica” sembra che pianificare le città secondo un nuovo modello, che metta al centro l’uomo e gli spostamenti a piedi o in bicicletta, anziché l’automobile e la continua meccanizzazione di ogni movimento sembra sia un ottimo rimedio per “curare” l’obesità che nei paesi occidentali e in via di sviluppo sia dimentando sempre più diffusa, secondo l’esperto inglese il professor Philip James, docente della London School of Hygiene è necessario creare delle Città fatte apposta per dimagrire contro un’alimentazione sana e attività sportiva che sembrano non bastare più.  “Viviamo dentro un ambiente obesogenico“, ha dichiarato James parlando a Boston a un convegno della American Association for the Advancement of Science   “un ambiente che pianifica tutto attorno all’automobile, ma non solo. Il lavoro è eminentemente sedentario, il tempo libero è basato su svaghi come guardare la televisione, navigare su Internet o giocare ai videogiochi. Ascensori e scale mobili fanno il resto, e perfino apparecchi come lo spazzolino elettrico e l’apriscatole elettrico tendono a farci risparmiare, o meglio evitare, qualsiasi attività”

Non possiamo più dare la colpa a noi cittadini,per evitare di veder salire sempre più  l’ago della bilancia è necessario quindi prendere un altro rimedio: creare percorsi per jogging e per passeggiate ovunque, incoraggiando l’uso di mezzi pubblici, costruendo case di pochi piani ma con scale, facendo parchi ricreativi per attività sportive e motorie, allargando le isole pedonali nel centro delle città, e così via, fino alla rinuncia alla “cultura del telecomando”, che ci evita il minimo sforzo, anche quello di alzarsi, di compiere un passo o un movimento manuale.

E Londra è quello che cercherà di fare…. io sono pienamente d’accordo….e io che sono di Siena dico:

W SLIM SIENA

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